Secil Kuyucak- IOM (Organizzazione Internazionale per le Migrazioni)

Intervista con Secil Kuyucak dell’IOM (Organizzazione Internazionale per le Migrazioni).
Di origini turche, è cresciuta in Canada, da diversi anni si occupa di cooperazione internazionale, con particolare attenzione verso i rifugiati siriani. 
– Come mai hai deciso di intraprendere questo lavoro? 

Da sempre il mio sogno era lavorare nel settore delle ONG.  Attualmente lavoro per IOM (Organizzazione Internazionale per le Migrazioni). Parlo 4 lingue e ho una spiccata attitudine nel far fronte a situazioni di stress con poco sostegno. 
– Essere una donna con un background multiculturale ti ha ostacolato o ti ha aiutato nel tuo lavoro? 
Dipende, i viaggi verso il confine non sono stati sempre facili, molte volte abbiamo rischiato la vita, ma essere donna molto spesso mi ha aiutato a stabilire contatti più “pacifici” con i militari, semplificando molto le procedure burocratiche per oltrepassare la frontiera. 
– Cosa ricordi del tuo primo giorno alla frontiera? Hai da raccontarci una storia che ti ha colpito particolarmente?
  
Molte famiglie siriane sono estremamente vulnerabili. Una volta una famiglia mi ha offerto il loro bambino perché non potevano prendersi cura di lui. 
– Come hai vissuto il cambiamento della situazione dei rifugiati da allora e che cosa ha spinto questi cambiamenti?
  
Purtroppo la situazione sta peggiorando e la speranza sta diminuendo ogni giorno che passa.Perchè la povertà e le disparità sociali sono in costante aumento. 
– Quali sono i principali problemi, i bisogni reali dei rifugiati?
  
Fonti di reddito certe, abitazioni, posti di lavoro, il riconoscimento da parte della Repubblica turca, permessi di soggiorno, la scuola per i bambini, la sicurezza alimentare, la protezione da numerose forme di violenza, leggi specifiche per rifugiati e i conseguenti diritti essenziali. 
– Quando pensi finirà questa ondata di migrazione? 
Qual è la tua opinione per il prossimo futuro.
  
Credo che finché Assad rimarrà al potere, la situazione non cambierà. Se dovesse essere destituito, la Siria sarà probabilmente divisa in 3 zone distinte e la ricostruzione durerà almeno 10 anni. I siriani in Turchia saranno integrati nella società e alla fine diventeranno cittadini turchi.